SEMPLICEMENTE MARIA

Il dramma della disidentità
(volendo esagerare)

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
Feaci poesia

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 17 agosto 2006

Il cactus

Fatte le pulizie, rimane solo
un piccolo cactus nel deserto
della mia scrivania – le venature
del legno ocra sono canyon, dune.
E’ in un vasetto di plastica
lillipuziano, che urto a volte
col mouse, con la tastiera.

Una cosuccia piccola,
meno che un soprammobile.
Rovesciandosi il vaso, ne esce terra
stopposa nera dura 
e quel zucchino minuscolo spinoso
che ha un filamento esiguo per radice.

Lo riaccomodo, premo
la terra ai bordi con l’indice
umettato d’acqua o di saliva.
Poi zappetto con l’unghia (adunca, madreperlacea),
mi scuso con un bacio.

Per quel saltuario bacio
da anni il piccolo cactus dura e vive.
Per quel bacio cauto e distratto
il negletto torsolo di vita
oggi, incredibilmente,
ha in cima un fiorellino delicato,
bianco come una gocciola di latte.

postato da: solomaria alle ore 11:35 | link | commenti (9)
categorie: