SEMPLICEMENTE MARIA

Il dramma della disidentità
(volendo esagerare)

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
Feaci poesia

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 03 maggio 2007

due dubbi grammaticali
e una considerazione etimologica

Ah sì, me l'hai già detto
che mi ami "davvero".
Ma l'avverbio è superfluo
e persino sospetto.

Io invece no: fingevo,
e un poco lo sapevo
di fingere (ma aspetta,
allungo un poco il verso: il settenario
mi risulta un po' stretto
per ciò che voglio dirti, pezzo di merda).

Voglio dirti che avrei potuto,
per generosità e non per diletto,
venire a letto con te qualche altra volta
(non proprio fino a che morte...):
svogliatamente avrei soggiaciuto
(o sarei soggiaciuta?) alle tue voglie,
se solo tu non mi avessi mentito
su ciò che davvero pensi delle donne:
che sono delle minus habens
(o delle minus habentes?), poverette
(cosa che non si può dire
se non nelle barzellette).

Il tuo non era un insulto
(non eri neppure incazzato)
ma una constatazione,
quando, girando le spalle,
hai sibilato: imbecille.

"Imbecille" viene da imbaculum o imbacillum,
cioè senza bastone:
quasi, se non del tutto,
la medesima tua condizione.

postato da: solomaria alle ore 18:59 | link | commenti (8)
categorie: