SEMPLICEMENTE MARIA

Il dramma della disidentità
(volendo esagerare)

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
Feaci poesia

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 17 settembre 2007

Fine

Solomaria, come quasi tutti i (pochi) frequentatori del suo blog hanno capito, è solo un nome, un fantoccio. Non è neppure un vero personaggio. Voleva esserlo, forse, tentando di somigliare a una persona reale di mia conoscenza (la quale, peraltro, non scrive e non legge poesie).
Adesso entrambi, il fantoccio e la persona, non mi piacciono più. O meglio, l'una non m'interessa più, l'altro è diventato antipatico persino a me.
Inoltre mi rendo conto, alla fine, che il ritratto, se anche fosse riuscito, non sarebbe affatto somigliante.
Col penultimo post ho voluto demolire il palchetto.
Solomaria non c'è, non è mai esistita. Spartitevi pure le sue vane spoglie, fate ciò che volete del suo avatar, delle sue facezie, dei suoi versi biliosi.

Dimenticatela, se potete. E sugli altri bizzarri personaggi che si sono affannati intorno a questa figurina fatta di nulla (e sui possibili abbagli) cali un pietoso sipario.

I commenti sono chiusi.

 

postato da: solomaria alle ore 00:23 | link | commenti
categorie:
sabato, 15 settembre 2007

à la manière de…
(endecasillabi, punteggiatura sovrabbondante, periodare ipotattico ecc. Giusto per esercitarmi e per fare il verso a uno che si crede bravo a far versi)

Mi dicono che un tale, l’altra notte,
ha suonato, qui, a tutti i campanelli
del condominio, forse supponendo
ch’io abitassi in un appartamento
e che quei poveretti che dormivano
fossero miei vicini (invece no,
abito in una villa palladiana).

Nei citofoni e sotto ogni balcone
sbraitava che m’odiava, e raccontava,
in confusi farfugli anglo-italiani,
il perché e il percome io gli fossi
antipatica e odiosa oltremisura.

Ora, ch’io non conosca il mentecatto
è sicuro. Potrei anche giurarlo,
se valesse la pena, qui, giurare
e servisse a placarlo. Né, peraltro,
mi cal delle amicizie e inimicizie
virtuali, sebbene un po’ mi spiaccia,
che, credendo egli forse di turbami,
vada invece turbando l’altrui pace.

Concluderei, se fosse lui sapiente
(quale si crede d'esser tronfiamente)
e volesse invece che blogghi frequentare
gli scrittori importanti, con un verso
di Dante - e poi lo lascio ai suoi tormenti,
“chè perder tempo a chi più sa più spiace”.


(ps   - ti voglio bene, Proto, e so bene che non sei tu. Non sei stronzo fino a questo punto)

postato da: solomaria alle ore 00:45 | link | commenti (31)
categorie: